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La teoria di Max Luscher

 

Max Luscher (Basilea, 1923), psicoterapeuta svizzero di fama mondiale, si propose di verificare quali effetti hanno i colori sugli esseri umani. Secondo Luscher i colori hanno una precisa influenza, che richiama degli schemi tutt’altro che casuali, per cui ad esempio il colore rosso suscita in ognuno di noi una precisa sensazione che è differente da quella evocata dal blu.

Esiste una ragione fisiologica, sensibile, che ci condiziona psicologicamente, a volte persino costituzionalmente, poiché non solo agisce sul nostro sistema nervoso, influenzando la nostra sensibilità, ma anche sulla nostra fisiologia.

In pittura i colori non hanno lo stesso significato che potrebbero avere se presi singolarmente, perchè sono condizionati dallo schema di linee e forme della tela.

In psicologia vi sono due elementi antitetici di fondamentale influenza: il giorno e la notte. Essi costituiscono il punto di partenza dal quale nascono tutti i colori, i cui effetti saranno più o meno simili a seconda della loro distanza da uno dei due poli (giorno e notte). Da una parte il giorno, con i suoi colori vicini al giallo, dall’altra la notte, colorata del blu più profondo, connotato da quella tranquillità e da quella passività capaci di evocare il silenzio notturno, infondendo quiete e invogliando al riposo.

Tutto questo fa parte della Natura, dotata di codici e schemi che servono tanto all’uomo quanto agli altri animali per scandire il ritmo biologico della vita.

Il giallo e il blu sono colori  eteronomi, poichè possiedono una forza che non deriva direttamente da loro, prescindendo dalla norma della propria azione, ma che influenza l’uomo.

Il colore rosso produce una stimolazione visiva che attiva il sistema endocrino, producendo un innalzamento della pressione corporea seguito da eccitamento. Il blu, al contrario, ha come effetto quello di abbassare la pressione corporea, rilassando e tranquillizzando. Il colore rosso suscita uno stato di attivazione, mentre il blu produce uno stato di rilassamento. Gli effetti immediati si avvertono a livello del Sistema Nervoso Periferico (SNP), con un’azione parasimpatica in corrispondenza delle tonalità blu, contro un’azione simpatica per quelle rosse.

Anche il colore giallo produce importanti effetti, i quali però sono di entità differente rispetto a quelli generati dal colore rosso.

Il verde, invece, è un colore passivo, tipico di chi è abituato a difendersi; quando una persona si mette sulla difensiva, agisce con fare circospetto come se da un momento all’altro potesse subire un qualche attacco.

I colori chiari sono “catalizzatori”, in quanto smuovono, attivano e stimolano, mentre i colori scuri rigenerano, ricostituiscono e ristabiliscono gli equilibri.

 

 

 

Ma come arriva la semplice vista del colore a provocare un effetto sull’organismo e sull’apparato psichico?

 

 

Per quanto concerne l’apparato percettivo, la percezione del colore è l’ultima tappa maturativa del bambino, l’ultima cosa che impara a distinguere. Il colore, dalla retina, arriva direttamente nel cervello primitivo. Agisce al livello del mesencefalo, ovvero del cervello centrale e sopra la ghiandola pituitaria: da lì partono le risposte.

È proprio sulla base di questi assunti che moltissime aziende collaudano le più sofisticate tecniche pubblicitarie per attirare l’attenzione dei potenziali compratori.